Conferenza Brescia nobile del Settecento -16 aprile 2016

Conferenza del 16 aprile 2016

Buona sera a tutti. A nome dell'associazione Culturale “faro Tricolore” vi do il benvenuto questa Conferenza di richiamo dal titolo :

“Comportamenti socio-culturali e mode nella Brescia nobile del Settecento : letture artistiche e iconografiche”, che in qualche modo risulta legata alla Mostra in atto a Palazzo Martinengo a Brescia sui vedutisti veneti del Settecento e dell'Ottocento, come scopriremo grazie all'intervento del relatore, Prof. Riccardo Bartoletti, che ringrazio per aver accolto il nostro invito e che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare in occasione dell'incontro con l'Associazione Itown-Art , guidata dai fratelli Walter e Massimiliano Xausa .

Grazie a voi tutti che siete qua stasera

Ringrazio in modo particolare la Sig.ra Mara Bertoli, esperta di Storia del Costume e consulente di Faro Tricolore , nelle nostre rievocazioni storiche, per la realizzazione degli abiti d'epoca.Un grazie davvero particolare oggi a Mara, per aver messo a disposizione questi due stupendi abiti ,originali del Settecento, uno maschile ed uno femminile, che ci sembrano parlare il linguaggio del tempo e di cui più tardi la Sig.ra Bertoli ci illustrerà le caratteristiche, soddisfacendo così alle nostre naturali curiosità rispetto alla moda dell'epoca. Ringrazio l'Amministrazione comunale per aver concesso il patrocinio alla manifestazione e le autorità presenti in sala. Vedo ad esempio la Dott.ssa Luigina Rosa, Presidente della Commissione per le pari opportunità, reduce dall'incontro di questa mattina che si è tenuto in Castello a conclusione di un ciclo di conferenze sulla condizione femminile.

Ringrazio anche le giovani di Faro Tricolore Annalisa Ronchi, responsabile dell'Ufficio Stampa dell'Associazione, e della pagina face book, che è qui accanto a me con Laura di Graci. Queste ragazze, assieme a Maria Luisa Roversi, a Pia Cuomo e a Emanuela Langella ,a cui va un meritato applauso, collaborano attivamente alla buona riuscita dei nostri eventi, dimostrando come le donne, anche giovanissime, sono in grado di assumersi delle responsabilità e portarle a termine con professionalità e determinazione.

Passo quindi la parola ad Annalisa Ronchi che annuncerà i nostri prossimi appuntamenti:

IL primo sarà la Conferenza della Dott.ssa Antonella Fornari sulle donne nella Prima Guerra mondiale che si terrà il 7 maggio,al mattino presso l'Auditorium dell'ITC “Bazoli-Marco Polo, riservata agli allievi delle scuole superiori di Desenzano, ma aperta anche al pubblicoadulto,e al pomeriggio alle 17.00, presso la Sala delle Muse in Villa Brunati ,a Rivoltella, aperta a tutti.

Seguirà poi la partecipazione di una nostra delegazione alle celebrazioni del 28 maggio a Curtatone (MN)per l'anniversario della battaglia risorgimentale che vide protagonisti i giovani studenti toscani accanto ai volontari napoletani. Ricordiamo che quest'anno ricorre il 150° dell'Unione di Mantova e del Veneto allo Stato unitario e quindi la cerimonia ,che si terrà al mattino alle ore 10.00, assumerà un particolare rilievo, anche per la presenza delle delegazioni del Coordinamento Nazionale per il Risorgimento provenienti da tutta Italia.

Seguirà il pranzo presso la Trattoria 4 Venti, sempre a Curtatone, al costo di 20\25 euro e la riunione del Coordinamento stesso per la rielezione del Presidente. Le adesioni si raccolgono già da questa sera.

E' prevista inoltre la nostra partecipazione ai festeggiamenti del bicentenario del Liceo Bagatta con la Conferenza del Prof. Campostrini ,di sabato 5 giugno, su Don Felice Deder e, per concludere, sempre a Giugno, 2 grandi eventi : il 24 una serata country presso l'Agrigelateria sull'Aia, con musiche e danze scozzesi in compagnia dell'Associazione di danza 8Cento di Bologna e il 25 giugno, con inizio alle ore 16.00, una grande rievocazione storica che vedrà riunite le due cittadine gardesane di Desenzano e Sirmione nella promenade storica per le vie e le piazze cittadine, con momenti di spettacolo degli sbandieratori della Signoria di Firenze, con il tricolore e in divisa garibaldina, e danze dell'Ottocento in abiti d'epoca.

L'evento intitolato Memorie del Risorgimento dal lago ...bianco, rosso e Verdi”, è erroneamente pubblicizzato nella brochure del Comune come “bianco rosso e verde,” forse per un lapsus dovuto al nome della nostra Associazione che richiama i colori della bandiera.

La manifestazione proseguirà con la partenza per Sirmione di tutti i figuranti con la motonave Italia, messa a disposizione dalla Navigarda, per una traversata storica dal titolo “Addio, mia bella...addio” con musiche risorgimentali a bordo. Intendiamo così celebrare appunto il 150° dell'unione di Mantova e del Veneto all'Italia. Lo stesso spettacolo avrà luogo a Sirmione con gli Sbandieratori della Signoria di Firenze e i danzatori dell'Associazione 8Cento.

Grazie Annalisa per aver annunciato alcuni dei nostri prossimi eventi

Ma entriamo nel vivo dell' argomento di questa sera tracciando brevemente un quadro di quello che fu chiamato “Il secolo dei Lumi”. Ci occuperemo oggi del Settecento,il secolo che segna una cesura con il passato e apre all'età contemporanea con l'Illuminismo e con la Rivoluzione francese, in cui si pongono le basi di  quei principi che tuttora regolano la società occidentale, sia pure fra tante insidie e difficoltà e a cui si ispirò anche il nostro Risorgimento che affonda le sue radici proprio nell'Illuminismo, nella grande Rivoluzione e nell'Età napoleonica.

Caratteristiche fondamentali del Secolo dei Lumi furono:

-L'aumento demografico dovuto al miglioramento delle condizioni di vita e alle scoperte scientifiche, che vanno di pari passo con l'inizio della Rivoluzione industriale, anche se per ora limitata alla sola Inghilterra e preceduta dalla rivoluzione agricola.

-L'ascesa economica e sociale della borghesia che aspira al potere politico in competizione con le tradizionali classi privilegiate della nobiltà e del clero In Francia nasce l'Illuminismo che si diffonde rapidamente in Europa diventando l'ideologia della borghesia, la parte più attiva ed illuminata del Terzo Stato

L'Illuminismo, ricordiamolo, è quel movimento letterario, filosofico e ideologico che ha come base la fiducia nella ragione umana che è ritenuta capace di conoscere la realtà e di costruire una società più giusta su basi diverse da quelle dell'assolutismo. Si pone l'obiettivo di illuminare le coscienze, disperdendo le tenebre dell'ignoranza e del fanatismo religioso.(lo stesso obiettivo che si poneva Lucrezio nel divulgare la filosofia di Epicuro con il “De rerum natura”)

L'Educazione e la Cultura, per secoli monopolio della Chiesa e in particolare dei Gesuiti,tende  a diventare laica, la religione stessa deve diventare una libera scelta individuale e la libertà di culto un presupposto fondamentale, in particolare per gli Ebrei, considerati da sempre il popolo deicida e quindi fortemente discriminati in ambito sociale. Per la prima volta si pone il problema della questione ebraica.

L'Illuminismo non propugna quindi l'ateismo, ma è contrario al condizionamento esercitato a secoli sulla cultura e sulla scienza (Pensiamo al caso emblematico di Galileo Galilei, che per un soffio sfuggì al rogo e solo ritrattando le sue tesi, per nulla infondate.)

L'Illuminismo è comunque contro la religione intesa come strumento di potere a sostegno dell'autorità dei re , che non deriva da Dio, ma emana dal popolo (vedi “Il contratto sociale di Rousseau)

Nascono i salotti letterari, dove ci si intrattiene piacevolmente ascoltando musica e dove si discute di politica, dove anche le donne si affacciano timidamente e iniziano a dialogare di argomenti considerati da secoli monopolio maschile.

Trionfano i principi di uguaglianza, libertà e fraternità, dove per uguaglianza si intende soprattutto quella di fronte alla legge per tutti i cittadini maschi. Invano Olympe de Gouges presenterà una analoga Dichiarazione dei diritti della Donna e della Cittadina. Fu considerata un'esaltata e finì sulla ghigliottina, nella fase più dura della Rivoluzione, avendo tra l'altro preso le difese del re con i moderati Girondini.

Dovette passare più di un secolo prima ché le lotte delle Suffragette estendessero il diritto di voto anche alle donne.

Per libertà si intende soprattutto la libertà interiore: di pensiero, di parola e di associazione, ma anche la libertà politica dei popoli dall'oppressione. Si diffonde il concetto di tolleranza.

Fraternità per gli illuministi è sentirsi fratelli degli altri uomini, al di là delle barriere nazionali, e il concetto coincide con il Cosmopolitismo e cioè il sentirsi cittadini del mondo.

Strumento della diffusione dell'Illuminismo fu certamente “L'Encyclopédie” di Diderot e d'Alembert,dizionario enciclopedico in 35 volumi, in cui trionfano le idee dei principali esponenti dell'Illuminismo :Voltaire, Rousseau e Montesquieu, teorico quest'ultimo della divisione dei poteri. Si diffondono i giornali e la fame di sapere aumenta dismisura.

Prevalgono l'Ottimismo e la fiducia nella ragione che permeano tutti gli strati sociali, facendo breccia perfino nei cuori dei sovrani più intelligenti e lungimiranti. Pensiamo ad esempio all'imperatrice Maria Teresa d'Austria e a suo figlio Giuseppe II, o a Carlo III di Borbone, iniziatore tra l'altro degli scavi di Pompei, che tanta influenza ebbero sulla produzione artistica. Tuttavia le riforme introdotte dai così detti sovrani illuminati illudono spesso il popolo in lotta per i diritti fondamentali.

E' questa l'epoca d'oro del Presepio napoletano, dello sfarzo delle regge europee, da Versailles alla Reggia di Caserta. Un aspetto del Settecento, durante l'ancient regime, fu anche la nascita della Massoneria, prima in Inghilterra, nel 1717 e poi in Francia, un circolo culturale che si circondava di rituali e di segretezza, dove ci si chiamava fratelli e che divenne simbolo di libertà di pensiero, sopratutto nelle società dominate dall'Assolutismo. Dalla Massoneria derivò direttamente la Carboneria che tanta importanza ebbe nella prima fase del nostro Risorgimento.

In Italia i centri più importanti di diffusione dell'Illuminismo furono a Milano con i fratelliAlessandro e Pietro Verri, Giuseppe Parini e Cesare Beccaria e Napoli con Antonio Genovesi, Ferdinando Galiani, Gaetano Filangieri, Pietro Giannone e Gianbattista Vico.

Diretta conseguenza della Rivoluzione francese fu in Italia la Rivoluzione napoletana del 1799,con la creazione della Repubblica Partenopea, di cui fu protagonista una donna , Eleonora de Fonseca Pimentel, finita anche lei sul patibolo nella successiva repressione messa in atto dai Borboni, riportati sul trono di Napoli.

Si chiudeva così nel sangue un secolo che aveva alimentato tante speranze di rinnovamento, ma i cui germi daranno frutti più duraturi nel secolo successivo.

Ma il Settecento, almeno nella prima metà, fu anche frivolezza e mondanità, ben descritte dalParini nella “Giornata del Giovin signore”.

 

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